Archivio mensile:gennaio 2012

A nostra storia

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Ecco la traduzione, inedita in italiano, di questo testo di Gian Francesco Bernardini, che racconta in modo poetico la storia della Corsica. Consiglio di leggerlo mentre si ascolta Jean Francois che lo recita nel video sotto, è una registrazione dal vivo con musica di fondo.
L’impatto emotivo è molto più forte.
Luca

A NOSTRA STORIA

All’inizio fu la pace.
Con le pietre, gli uomini del megalitico inventavano i loro primi
ripari, e scolpivano degli strani dei, a Filitosa o altrove in Corsica.
Le isole serene attirano la cupidigia degli invasori, e venti volte,
nel corso dei secoli, l’isola di Corsica sarà presa d’assalto da
conquistatori venuti da vari orizzonti.

Spesso susciteranno odio e rivolta, costringendo questo
popolo di pastori pacifici, a prendere le armi e resistere.
Bisogna aspettare la metà del diciottesimo secolo per che, dopo una
successione di avventure eroiche, la Corsica conosca le pagine più
commoventi della sua storia.

Nel 1732, nel convento di Orezza, una Consulta di patrioti proclama
l’indipendenza dell’isola di Corsica.
Giacinto Paoli redige un progetto di costituzione il cui preambolo stabilisce,
per la prima volta nella storia dell’umanità:

“Gli uomini nascono liberi e uguali nei diritti”.
Una frase premonitrice che, mezzo secolo dopo, sarà ripresa da
tutti i rivoluzionari del mondo.
Il destino è in marcia.
Il 14 luglio 1755, Pasquale Paoli è eletto Generale dei Corsi alla
Consulta Nazionale di Sant’Antonio di Casabianca.

La Corsica diventa “Nazione”!
Il giovane capo di stato riuscirà allora a realizzare la difficile unità del popolo.
Dota la sua patria di una costituzione democratica esemplare, che instaura
la separazione dei poteri e il suffragio femminile, rilancia l’economia
agraria, fa battere moneta, fonda un’università a Corte, che diventa
capitale della Corsica.
Fa amministrare una giustizia uguale per tutti…

Trentadue anni prima della prima costituzione americana,
Trentaquattro anni prima della rivoluzione francese del 1789,
dappertutto nel mondo questa
fantastica esperienza politica e sociale suscita ammirazione,
i filosofi e tutti gli spiriti illuminati del secolo dei lumi salutano in
Pasquale PAOLI il precursore della democrazia.
In Francia, VOLTAIRE, come Jean-Jacques ROUSSEAU, gli tessono
lodi, e predicono l’universalizzazione della sua opera.
In Inghilterra, in Prussia, in Olanda, i pensatori, gli uomini di scienza
citano come esempio l’isola della giustizia, l’isola di CORSICA!

È allora, nel 1767, che la Francia di Luigi XV compra dalla repubblica di
Genova una pretesa sovranità sulla Corsica
e decida di sottomettere questo popolo frondista.
Per abbattere PAOLI, e la sua piccola Repubblica, la monarchia francese
costituisce un corpo di spedizione di quarantamila uomini e lo dirige verso l’isola…
E, l’8 maggio 1769, sulle onde del Golo, a Ponte Nuovo, la Corsica è
sconfitta, conquistata. Dopo un’accanita resistenza. Una lunga resistenza.

Nonostante questa conquista, seguita dall’esilio di Pasquale PAOLI in Inghilterra,
il suo pensiero intatto servirà da detonatore ad altre rivoluzioni nel mondo.
Nel 1787, gli insorti americani offrono alla loro nuova nazione una
costituzione, che assomiglia stranamente a quella della Corsica.
L’affiliazione delle due leggi fondamentali è oggi storicamente dimostrata.
Nel 1789, come contraccolpo, i rivoluzionari francesi redigeranno la
dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino.

Oggi ancora, negli Stati Uniti, ci si ricorda di Pasquale PAOLI,
l’ispiratore incontestato delle strade della Libertà.
E sette città americane hanno il nome di “PAOLI”, “CORSICA”, “CORSICANA”, …
a sua memoria…

Da noi…
le cose vanno diversamente…

Anche se quella memoria non trova il suo posto nei libri di storia ufficiali,
questa è la verità, che dobbiamo
agli uomini,
ai popoli,
alle loro lotte,
alle loro sofferenze,
alle loro speranze.

G. Coanet & G.F. Bernardini

(traduzione dal francese di Stephane Wittenberg)

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