Archivio mensile:gennaio 2013

Imaginà Tour 2013

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A marzo i Muvrini iniziano una serie di concerti che purtroppo anche questa volta NON toccherà l’Italia. Ma molte città francesi, e poi Germania, Olanda, Svizzera. Dal 13 marzo al 31 maggio, due mesi e mezzo di concerti. Qualche città non è lontana dai nostri confini, quindi stiamo organizzandoci per andare a vederli. Abbiamo aggiornato la pagina dedicata ai concerti con il tour “Imaginà”.

E per darvi un assaggio, ecco sei video di un concerto recente, come se fossimo tra il pubblico. E’ il concerto tenuto dai Muvrini a San Fiorenzo in Agosto 2012. Sono sei diversi link di Youtube, seguiteli uno appresso all’altro.

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Aspettami Corsica

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Oggi spazio dedicato a Bruno Ciociola. Molti sanno che la canzone “Aspettami Corsica” parte da un suo testo, una sua poesia che Jean Francois Bernardini gli ha fatto leggere, ne ha ripreso una strofa e poi , partendo dal testo di Bruno, ha composto e scritto una canzone dal titolo “Aspettami”  (è la canzone di apertura di Umani).

Vediamo allora insieme, uno di seguito all’altro, la poesia originale di Bruno Ciociola, la stessa poesia anche in còrso, poi la canzone dei Muvrini e infine la traduzione della canzone in italiano.

Testo in Corsica

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Ne Fermez Pas La Porte

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muvrini-capture-2

Non chiudete la porta

Vengono da quei cammini
Dove gli uomini e le donne
Hanno avuto solo un piccolo focolare
Per cantarci la pena, l’amore e il lavoro

Sono gente che sta tra l’acqua e la terra

Laggiù
Laggiù, da loro, dove la parola comincia col canto
Laggiù, dove il vento della storia degli altri
Ha spesso strappato la pace sulle loro rive
Lasciandoli al cuore di antiche pene

Non chiudete la porta

Vengono da una memoria
Che non è raccontata sui banchi di scuola
Di quelle memorie
Che solo le pietre raccontano ancora
Ciò che hanno in cuore è sui loro visi

Le parole che dicono sono parole semplici
Che parlano di vita, di dignità
Quando altri potrebbero credere
Che per loro tutto è perso
Quando altri potrebbero credere
Che tutto si è fermato nelle vene del loro avvenire

Un giorno
Un giorno gli è stato detto che la loro lingua non era una lingua
Che la loro terra era povera
Non ci hanno mai creduto

Non chiudete la porta

Nelle mani
Come un gesto d’amore dal lato umile della vita
Portano un mazzo di fiori della loro terra
Per raccontare tutti gli alberi
Tutte le foreste
Tutti gli amori di casa loro.

Nelle mani hanno anche una luce,
Come quella che brilla nella loro casa
Là dove vivono
Là dove vivono
Ai piedi di una montagna fiorita
Ornata di corone di pietre
Piccola muraglie, impronte dei passi
dei loro primi giardinieri.

Là dove vivono
Al cuore di quei piccoli villaggi di pietra grigia
I loro castelli
Che portano nomi come dei poemi
E quandu u primu ragiu si pesa nantu a u Monte Cintu
Quando il giorno sorge a Calasima
I loro sogni parlano di riconoscenza
Di fraternità
D’umanità

Quando lasciano i loro castelli
Più si allontanano
Più i loro cuori ci fanno ritorno
Ma quello che li lega alla loro terra
Non li oppone a tutto quello che li lega agli uomini
A tutti gli uomini
A tutti i popoli

Non sono
Non sono differenti
Ma talmente simili
Umani
Deboli e forti allo stesso tempo

Non chiudete la porta

Stasera
Intorno al fuoco che riscalda l’incontro di sé
L’incontro dell’altro
Cercano un fuoco di gioia
La fine di una pena
Cercano insieme
La parola
Lo sguardo
Il gesto
Che potrebbe far fremere la montagna
Come una risposta a tutti quelli che tradiscono
Come una risposta a tutti quelli che dimenticano
Non chiudete la porta

Jean-François BERNARDINI Bercy, le 27 Janvier 1996

Traduzione di Anna e Bruno Ciociola, Stephane Wittenberg e Luca Gianotti