Archivi categoria: testi di Jean Francois Bernardini

Dicocorse: Paisanu (contadino)

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Paisanu / Contadino:
*Uomo della terra per il quale gli animali, la famiglia, gli alberi e le sorgenti  sono più importanti che tutti i discorsi di tutti i ministri di tutti i paesi del mondo.
* Anima modesta, il suo unico  cammino è di “vivere d’accordo“, e non solo di essere d’accordo con la natura.
* Infaticabile lavoratore, operando con la terra e non praticante del “culto del PIL“, dichiara spesso a fine  giornata, contemplando il cielo sul far della notte: “Ciò chì hè fattu, hè fattu… Quello che è fatto è fatto” ; “Ciò chì ùn     n’hè fattu, si farà… Quello che non è fatto, si farà.

Jean-François Bernardini, Dicocorse, Editions AGFB, 2009
(Tradotto da Stephane Wittenberg)

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Dicocorse: Muntagna

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Jean Francois Bernardini ha pubblicato nel 2009 un libro intitolato Dicocorse, che lui definisce Piccolo trattato piromantico di corsofili teneri o feroci. E’ un dizionario sulla Corsica, ironico, leggero, sagace, poetico. C’è anche un sito internet Dicocorse.

Vi tradurremo alcune voci, grazie a Stephane Wittenberg. Iniziamo con la voce Montagna:

dicocorse

Muntagna : Elogio della saggezza e dell’altitudine.  V. Silenziu

* Luogo di raccoglimento e di sogno… le montagne invecchiano bene.
* Spazio sognatore e non fumatore.
* Luogo che si merita spogliandosi dal superfluo.
* Luogo di accordo e di silenzio, dove si lascia la parola dietro di sé, parlando molto meno del solito.
* Modo di far tacere la chiacchiera.
* Museo a cielo aperto.
* La Corsica è una montagna che si chiede ogni mattina cosa farà da grande.

Fonte: Jean-François Bernardini, Dicocorse, Editions AGFB, 2009

Ne Fermez Pas La Porte

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Non chiudete la porta

Vengono da quei cammini
Dove gli uomini e le donne
Hanno avuto solo un piccolo focolare
Per cantarci la pena, l’amore e il lavoro

Sono gente che sta tra l’acqua e la terra

Laggiù
Laggiù, da loro, dove la parola comincia col canto
Laggiù, dove il vento della storia degli altri
Ha spesso strappato la pace sulle loro rive
Lasciandoli al cuore di antiche pene

Non chiudete la porta

Vengono da una memoria
Che non è raccontata sui banchi di scuola
Di quelle memorie
Che solo le pietre raccontano ancora
Ciò che hanno in cuore è sui loro visi

Le parole che dicono sono parole semplici
Che parlano di vita, di dignità
Quando altri potrebbero credere
Che per loro tutto è perso
Quando altri potrebbero credere
Che tutto si è fermato nelle vene del loro avvenire

Un giorno
Un giorno gli è stato detto che la loro lingua non era una lingua
Che la loro terra era povera
Non ci hanno mai creduto

Non chiudete la porta

Nelle mani
Come un gesto d’amore dal lato umile della vita
Portano un mazzo di fiori della loro terra
Per raccontare tutti gli alberi
Tutte le foreste
Tutti gli amori di casa loro.

Nelle mani hanno anche una luce,
Come quella che brilla nella loro casa
Là dove vivono
Là dove vivono
Ai piedi di una montagna fiorita
Ornata di corone di pietre
Piccola muraglie, impronte dei passi
dei loro primi giardinieri.

Là dove vivono
Al cuore di quei piccoli villaggi di pietra grigia
I loro castelli
Che portano nomi come dei poemi
E quandu u primu ragiu si pesa nantu a u Monte Cintu
Quando il giorno sorge a Calasima
I loro sogni parlano di riconoscenza
Di fraternità
D’umanità

Quando lasciano i loro castelli
Più si allontanano
Più i loro cuori ci fanno ritorno
Ma quello che li lega alla loro terra
Non li oppone a tutto quello che li lega agli uomini
A tutti gli uomini
A tutti i popoli

Non sono
Non sono differenti
Ma talmente simili
Umani
Deboli e forti allo stesso tempo

Non chiudete la porta

Stasera
Intorno al fuoco che riscalda l’incontro di sé
L’incontro dell’altro
Cercano un fuoco di gioia
La fine di una pena
Cercano insieme
La parola
Lo sguardo
Il gesto
Che potrebbe far fremere la montagna
Come una risposta a tutti quelli che tradiscono
Come una risposta a tutti quelli che dimenticano
Non chiudete la porta

Jean-François BERNARDINI Bercy, le 27 Janvier 1996

Traduzione di Anna e Bruno Ciociola, Stephane Wittenberg e Luca Gianotti

Pace è salute pè 2013

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Pace è salute è il saluto dei còrsi in occasione delle festività natalizie, pace e salute è un augurio bellissimo che vi facciamo con tutto il cuore. A tutti voi, amici dei Muvrini, amici della Corsica, amici di Luca, amici di Bruno, il nostro augurio è quello che Jean Francois Bernardini ha fatto a tutti:

Simu ciò ch’è no demu
simu ciò ch’è no circhemu
Umani sempre
JF.B.

Siamo quello che offriamo
siamo quello che cerchiamo
Umani sempre
JF.B.

Ecco la cartolina di augurio dei Muvrini:

afc-umani_carte_de_voeux_2012-1

(traduzione: Nel 2013, siate audaci … Osate la tenerezza!)

A nostra storia

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Ecco la traduzione, inedita in italiano, di questo testo di Gian Francesco Bernardini, che racconta in modo poetico la storia della Corsica. Consiglio di leggerlo mentre si ascolta Jean Francois che lo recita nel video sotto, è una registrazione dal vivo con musica di fondo.
L’impatto emotivo è molto più forte.
Luca

A NOSTRA STORIA

All’inizio fu la pace.
Con le pietre, gli uomini del megalitico inventavano i loro primi
ripari, e scolpivano degli strani dei, a Filitosa o altrove in Corsica.
Le isole serene attirano la cupidigia degli invasori, e venti volte,
nel corso dei secoli, l’isola di Corsica sarà presa d’assalto da
conquistatori venuti da vari orizzonti.

Spesso susciteranno odio e rivolta, costringendo questo
popolo di pastori pacifici, a prendere le armi e resistere.
Bisogna aspettare la metà del diciottesimo secolo per che, dopo una
successione di avventure eroiche, la Corsica conosca le pagine più
commoventi della sua storia.

Nel 1732, nel convento di Orezza, una Consulta di patrioti proclama
l’indipendenza dell’isola di Corsica.
Giacinto Paoli redige un progetto di costituzione il cui preambolo stabilisce,
per la prima volta nella storia dell’umanità:

“Gli uomini nascono liberi e uguali nei diritti”.
Una frase premonitrice che, mezzo secolo dopo, sarà ripresa da
tutti i rivoluzionari del mondo.
Il destino è in marcia.
Il 14 luglio 1755, Pasquale Paoli è eletto Generale dei Corsi alla
Consulta Nazionale di Sant’Antonio di Casabianca.

La Corsica diventa “Nazione”!
Il giovane capo di stato riuscirà allora a realizzare la difficile unità del popolo.
Dota la sua patria di una costituzione democratica esemplare, che instaura
la separazione dei poteri e il suffragio femminile, rilancia l’economia
agraria, fa battere moneta, fonda un’università a Corte, che diventa
capitale della Corsica.
Fa amministrare una giustizia uguale per tutti…

Trentadue anni prima della prima costituzione americana,
Trentaquattro anni prima della rivoluzione francese del 1789,
dappertutto nel mondo questa
fantastica esperienza politica e sociale suscita ammirazione,
i filosofi e tutti gli spiriti illuminati del secolo dei lumi salutano in
Pasquale PAOLI il precursore della democrazia.
In Francia, VOLTAIRE, come Jean-Jacques ROUSSEAU, gli tessono
lodi, e predicono l’universalizzazione della sua opera.
In Inghilterra, in Prussia, in Olanda, i pensatori, gli uomini di scienza
citano come esempio l’isola della giustizia, l’isola di CORSICA!

È allora, nel 1767, che la Francia di Luigi XV compra dalla repubblica di
Genova una pretesa sovranità sulla Corsica
e decida di sottomettere questo popolo frondista.
Per abbattere PAOLI, e la sua piccola Repubblica, la monarchia francese
costituisce un corpo di spedizione di quarantamila uomini e lo dirige verso l’isola…
E, l’8 maggio 1769, sulle onde del Golo, a Ponte Nuovo, la Corsica è
sconfitta, conquistata. Dopo un’accanita resistenza. Una lunga resistenza.

Nonostante questa conquista, seguita dall’esilio di Pasquale PAOLI in Inghilterra,
il suo pensiero intatto servirà da detonatore ad altre rivoluzioni nel mondo.
Nel 1787, gli insorti americani offrono alla loro nuova nazione una
costituzione, che assomiglia stranamente a quella della Corsica.
L’affiliazione delle due leggi fondamentali è oggi storicamente dimostrata.
Nel 1789, come contraccolpo, i rivoluzionari francesi redigeranno la
dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino.

Oggi ancora, negli Stati Uniti, ci si ricorda di Pasquale PAOLI,
l’ispiratore incontestato delle strade della Libertà.
E sette città americane hanno il nome di “PAOLI”, “CORSICA”, “CORSICANA”, …
a sua memoria…

Da noi…
le cose vanno diversamente…

Anche se quella memoria non trova il suo posto nei libri di storia ufficiali,
questa è la verità, che dobbiamo
agli uomini,
ai popoli,
alle loro lotte,
alle loro sofferenze,
alle loro speranze.

G. Coanet & G.F. Bernardini

(traduzione dal francese di Stephane Wittenberg)