Archivi categoria: viaggiare in Corsica

Corsica in cammino

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Abbiamo camminato undici giorni, in agosto, per attraversare il cuore della Corsica e arrivare alla fine al mare, a Solenzara. Voglio provare a raccontarvi, con poche parole e qualche immagine (di Christian Villella) cosa significa una esperienza come questa. Un’esperienza forte e selvatica, nel cuore della terra del granito e dell’acqua, un’esperienza faticosa e commovente, tra boschi e casette di pastori, cime e paesucci.

Abbiamo visto le albe sulla montagna…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo goduto di torrenti limpidi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo goduto di quell’acqua fredda…

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo salito cime di granito…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo incontrato pastori…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo bevuto Pietra…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo meditato sotto il pino…

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo condiviso letture in lingua corsa…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo cenato accanto al fuoco…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo costeggiato laghi segreti…

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo condiviso la gioia dei nostri piedi…

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo visto l’alba dall’alto sugli stagni di Diana e d’Urbino, e in lontananza le isole dell’arcipelago toscano…

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo fatto esercizi di Qi Gong con il bastone alla mattina per prepararci alla giornata…

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo goduto del contatto con la roccia calda…

 

 

 

 

 

 

 

E abbiamo ringraziato nostra madre Terra, che ci ha dato un luogo così speciale e la fortuna di poterlo vivere.

 

 

 

 

 

 

 

Per chi vuole vedere tutte le foto di Christian Villella, ecco la sua gallery completa del viaggio di agosto 2012, sono ben 1357 foto, ci vuole un’ora per vederle tutte, ma se volte fare anche voi un viaggio così, o se non potrete mai farlo, potete viverlo qui.

 

 

 

 

 

 

 

Luca Gianotti

Studià hè Libertà

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In luglio ho camminato da Calvi a Ota, lungo il cammino Mare e Monti, con un gruppo di camminatori italiani. L’ultima sera eravamo a Corte. La foto che condivido con voi, scattata da Simona, ci parla di una Università che ricorda Pasquale Paoli, ma soprattutto di una cultura, quella còrsa, che è fortemente intrisa della concetto di LIBERTA’, Corte è il luogo ideale per parlare di libertà e studiare la libertà. Corsica, isola di bellezza e di libertà.

“Studià hè Libertà“ è il motto dell’Università della Corsica.

Se volete vedere anche le altre foto di Simona, che ama fotografare i fiori e in Corsica ne ha trovati tanti belli, ecco la sua galleria che racconta il nostro viaggio: sono 252 foto.

Altre due gallerie dello stesso viaggio, la prima di Fabio (187 foto), la seconda di Pino (46 foto).

Luca Gianotti

La morte di un cane

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I còrsi sono popolo duro, gente di montagna, non sempre vengono capiti perché sono burberi, qualche volta scortesi,  sono gente schietta, diretti, “pane al pane e vino al vino”. Ma i còrsi sanno essere teneri, dolci, nostalgici, devoti come pochi. Per esempio con i loro cani. Quale altre popolo poteva dedicare una canzone struggente e commovente alla morte di un cane, se non i còrsi? I còrsi che seppelliscono i morti anche fuori dai cimiteri, per dispensa napoleonica, amano i loro cani in vita e in morte. Hanno il culto della morte, convivono con la morte. Non nascondono la morte, come facciamo noi.

Guardate queste foto: siamo alla Bocca di Verdi, nel cuore della Corsica, i gestori del San Petru, un bar trattoria con area campeggio, hanno seppellito da poco il loro cane, Kayser. Sul ciglio della strada, come si usa fare anche per gli umani, hanno costruito una tomba piena di attenzioni e particolari, struttura in legno, foto, data e nome incisi nel legno, candele fotovoltaiche. E da mesi vengono regolarmente a tenerla in ordine. Un cane che per dieci anni ha vissuto e condiviso la sua vita con alcuni umani, che ora vogliono ricordarsi di lui.

Come la canzone di Filicone. E’ una canzone vecchia, ne ho trovato una versione del 1962 di Petru Grimaldi, non so se sia l’originale o se sia ancora più antica. Guardate la faccia  di questo Petru Grimaldi, detto “Pepetru u barbutu”, e immaginate il legame tra uomo e cane.

I Muvrini l’hanno ripresa perché è davvero commovente. Un uomo racconta del suo cane morto, Filicone, e di come abbia deciso di costruirgli una bella tomba, tutta piena di paglia, mettendogli la testa su un cuscino di piume, e tutte le altre cose. E conclude dicendo “non voglio certo fare come quelli che i cani morti li buttano nei fiumi” (Ùn vogliu fà cum’è quelli  chì li si lampanu in fiume).

Ecco, i còrsi sono così.

Godetevi ora la canzone nella versione dei Muvrini, con immagini della camminata che arriva proprio da Bocca di Verdi.

Ecco il testo della canzone “A morte di Filicone”.

Luca Gianotti

(le due foto sopra sono di Christian Villella, grazie)

Libro consigliato: “Amor di Corsica”

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Non conoscevo il libro “Amor di Corsica”. Ringrazio Marco per avermelo fatto leggere durante il nostro cammino di gruppo dalla foresta di Bonifatu a Ota, una settimana di trekking lungo il Mare e Monti.

“Amor di Corsica” è uscito nel 2000 ed è una lettura utile a chi vuole partire per un viaggio in Corsica e ama capire. E’ una lettura utile anche per chi in Corsica c’è già stato e ama questa isola. Perché la Corsica è isola da amare, e Tomassini senza alcun dubbio la ama. Il libro è a metà tra un diario di viaggio e un piccolo saggio socio politico. Tomassini è persona colta, di professione giornalista, avrebbe dovuto  laurearsi con una tesi sui movimenti autonomisti corsi e da allora la Corsica è il suo “luogo”. Di ogni paese, città o regione dell’isola ha idee sue originali, perché ha la  visione di italiano, ma senza nostalgie annessioniste. Da italiano che guarda la storia recente della Corsica vedendone ciò che di italiano vi si nasconde o viene negato.

Peccato che Tomassini non sia camminatore. La Corsica si scopre anche e soprattutto camminando. Perchè la Corsica è ancora in prevalenza sentieri, le strade in Corsica sono minoritarie e raggiungono ben pochi luoghi, solo i paesi e le città. Tomassini a un certo punto nel libro sembra accorgersene, perché gli vien voglia di vedere Girolata arrivandoci a piedi da Galeria, ma non ha ben chiaro come fare. E dire che quel sentiero, che guarda caso io ho percorso proprio il giorno in cui stavo leggendo questo libro, consente di capire e guardare la Corsica rude e dolce al tempo stesso, è un sentiero spettacolare che si affaccia su due mari, da una parte Calvi e la penisola della Scandola, dall’altra Girolata e le rocce verso Porto.

Il libro non parla solo di storia moderna e contemporanea, ma anche di vacanze con la famiglia a raccogliere sassi di fiume, di mare e di terra, in un villaggio naturista, di visite alle tombe di Napoleone e Pasquale Paoli, della scoperta del  vino rosato e di ristoranti da scoprire.

Tomassini nel suo libro dà infatti anche alcuni suggerimenti:

–         il miglior ristorante di Corsica: “Chez Elisabeth” a Porta d’Ampugnani

–         i migliori vini di Corsica: Peraldi , Clos Nicrosi, Domaine Gioielli, Orenga de Gaffory.

E voi, avete ristoranti o vini  di Corsica da consigliare?

Stefano Tomassini “Amor di Corsica” Feltrinelli Traveller, 2000, 7 euro