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A te Corsica

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L’amico Luciano Callegari ci ha chiesto aiuto per la traduzione della canzone “A te Corsica”, ecco il risultato, a cui hanno messo mano lo stesso Luciano, poi Bruno Ciociola e la moglie Anne e infine due ritocchi di Luca Gianotti:

E’ per la pena di vivere
Che loro si mettono dei pensieri
Che loro si mettono a camminare
In mezzo a desideri disperati

Quando loro sono di là del mare
Hanno i cuori prigionieri
Ma tu li sai far tornare
Di te sono tanto fieri

Corsica Corsica
Gloria a te

E per la pena di sperare
Scendono in tanti nei vicoli
Ti parlano di libertà
Quante vittorie nelle loro urla

E quando loro si mettono a dire
Uniti dallo stesso coraggio
Per chi si ferma a costruire
Fai con loro il viaggio

Corsica Corsica
Gloria a te

 

 

Il testo originale:

Ghjè per à pena di campà
Ch’elli si mettenu in penseri
Ch’elli si mettenu à marchjà
Mezu à le brame è l’addisperi

Quand’elli sò da mare in là
Anu li cori prigiuneri
Ma tù i sai fà vultà
Di tè quantu elli ne sò fieri

Corsica Corsica Gloria à tè

È per à pena di sperà
Falanu pieni li carrughji
Ti parlanu di libertà
Quante vittorie in li so mughji

È quand’elli mettenu à dì
Inseme li stessu curagiu
Pè ciò chì ferma à custruì
Faci cun elli lu viaghju

Corsica Corsica Gloria à tè

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Duetto Branduardi/Muvrini

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Dal disco del 2000 “L’infinitamente piccolo” di Angelo Branduardi, dedicato alla vita di Francesco d’Assisi, ecco la canzone “La morte di Francesco” in cui i Muvrini sono ospiti di Branduardi.

Tutti i testi del disco sono curati da Luisa Zappa e sono basati sulle fonti francescane.

Da notare una curiosità: nel brano La morte di Francesco è presente un riff di chitarra elettrica che riprende quello presente in Shine On You Crazy Diamond- Part II dei Pink Floyd.

Duetti: Pyx Lax / Muvrini “A Pena”

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I Muvrini sono famosi per i loro duetti con artisti di tutto il mondo. Oggi vi presentiamo un duetto con il gruppo greco Pyx Lax. Insieme hanno realizzato questa canzone “A Pena (Kane Kati Ke Gia Sena)” (2008) cantata in parte in còrso e in parte in greco.

I Pyx Lax sono stati un famoso gruppo greco, sciolto nel 2004, poi riformato per breve tempo. Ecco una scheda sui Pyx Lax. Insieme ai Muvrini hanno fatto altri duetti, ve li proporremo prossimanente.

Il testo:

A Pena (Κάνε κάτι και για σένα)

Πυξ Λαξ feat. I Muvrini

Vai puru vai via
Una volta pensa á te
Alluntanati una cria
Da chi pretende sape

Vai puru e viderai
Di passione ci he un campa
Forte quant’ e l’era sai
Impussivvile d’ ama

Tύ ti pudessi scudra
U mio core dole a pena
Ogni vita deve anda
Chi peccatu di ferma

Κάνε κάτι να ξεχάσεις
Όπως ξέχασες και μένα
Είναι κρίμα να περνάει
H ζωή χωρίς εσένα

Vai puru vai via
Lascia l’ illusione anda
Da te solu truverai
Una fede pe marchja

Tu ti pudessi scurda
U mio core trema a pena
Ogni vita deve anda
Face male di ferma

Κάνε κάτι να ξεχάσεις
Όπως ξέχασες και μένα
Είναι κρίμα να περνάει
H ζωή χωρίς εσένα

A pena
A pena
A pena
Σε λίγο
A pena
Σε λίγο
Una volta pensa a te

Imaginà Tour 2013

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A marzo i Muvrini iniziano una serie di concerti che purtroppo anche questa volta NON toccherà l’Italia. Ma molte città francesi, e poi Germania, Olanda, Svizzera. Dal 13 marzo al 31 maggio, due mesi e mezzo di concerti. Qualche città non è lontana dai nostri confini, quindi stiamo organizzandoci per andare a vederli. Abbiamo aggiornato la pagina dedicata ai concerti con il tour “Imaginà”.

E per darvi un assaggio, ecco sei video di un concerto recente, come se fossimo tra il pubblico. E’ il concerto tenuto dai Muvrini a San Fiorenzo in Agosto 2012. Sono sei diversi link di Youtube, seguiteli uno appresso all’altro.

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Ne Fermez Pas La Porte

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muvrini-capture-2

Non chiudete la porta

Vengono da quei cammini
Dove gli uomini e le donne
Hanno avuto solo un piccolo focolare
Per cantarci la pena, l’amore e il lavoro

Sono gente che sta tra l’acqua e la terra

Laggiù
Laggiù, da loro, dove la parola comincia col canto
Laggiù, dove il vento della storia degli altri
Ha spesso strappato la pace sulle loro rive
Lasciandoli al cuore di antiche pene

Non chiudete la porta

Vengono da una memoria
Che non è raccontata sui banchi di scuola
Di quelle memorie
Che solo le pietre raccontano ancora
Ciò che hanno in cuore è sui loro visi

Le parole che dicono sono parole semplici
Che parlano di vita, di dignità
Quando altri potrebbero credere
Che per loro tutto è perso
Quando altri potrebbero credere
Che tutto si è fermato nelle vene del loro avvenire

Un giorno
Un giorno gli è stato detto che la loro lingua non era una lingua
Che la loro terra era povera
Non ci hanno mai creduto

Non chiudete la porta

Nelle mani
Come un gesto d’amore dal lato umile della vita
Portano un mazzo di fiori della loro terra
Per raccontare tutti gli alberi
Tutte le foreste
Tutti gli amori di casa loro.

Nelle mani hanno anche una luce,
Come quella che brilla nella loro casa
Là dove vivono
Là dove vivono
Ai piedi di una montagna fiorita
Ornata di corone di pietre
Piccola muraglie, impronte dei passi
dei loro primi giardinieri.

Là dove vivono
Al cuore di quei piccoli villaggi di pietra grigia
I loro castelli
Che portano nomi come dei poemi
E quandu u primu ragiu si pesa nantu a u Monte Cintu
Quando il giorno sorge a Calasima
I loro sogni parlano di riconoscenza
Di fraternità
D’umanità

Quando lasciano i loro castelli
Più si allontanano
Più i loro cuori ci fanno ritorno
Ma quello che li lega alla loro terra
Non li oppone a tutto quello che li lega agli uomini
A tutti gli uomini
A tutti i popoli

Non sono
Non sono differenti
Ma talmente simili
Umani
Deboli e forti allo stesso tempo

Non chiudete la porta

Stasera
Intorno al fuoco che riscalda l’incontro di sé
L’incontro dell’altro
Cercano un fuoco di gioia
La fine di una pena
Cercano insieme
La parola
Lo sguardo
Il gesto
Che potrebbe far fremere la montagna
Come una risposta a tutti quelli che tradiscono
Come una risposta a tutti quelli che dimenticano
Non chiudete la porta

Jean-François BERNARDINI Bercy, le 27 Janvier 1996

Traduzione di Anna e Bruno Ciociola, Stephane Wittenberg e Luca Gianotti

Di Quale Si L’amore

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Un’altra traduzione di Bruno Ciociola dal disco Umani del 2002, ecco prima il video della canzone dal vivo (postato da Petra, olandese, del sito a noi amico www.imuvrini.eu) , e a seguire la traduzione.

DI CHI SEI L’AMORE
Mi hai detto tante volte
Così prendendomi per mano
E quando viene la notte mi confessi piano piano
Hai mai scritto sopra un foglio
In mare scemo in mare saggio
Verso il nostro porto che era laggiù lontano
E noi due a navigare senza fine
Me l’hai giurato più forte
Quando la speranza mancava
Perché erano chiuse le porte
Perché era lunga la strada
Lo sai

Letteruccia

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Letteruccia è una bellissima canzone dell’ultimo disco dei Muvrini, Imaginà. E’ una canzone costruita montando alcuni sms, gli sms dei fratelli Bernardini diventano poetici anche se raccontano fatti quotidiani. Come dicono loro “ci sono sms che valgono oro”.

Bruno Ciociola ci fa un doppio regalo: la canzone su Youtube con un montaggio semplice e poetico, e la traduzione in italiano.

Stanotte ha nevicato in paese/il fattore non è mica passato/chiamami se  puoi

Dimmi quando  arrivi/mamma ti aspetta

Stamani si è alzata alle 5/ha detto di aver sentito una voce chiamare

Domenica abbiamo cantato la messa per i prigionieri/il figlio del Marocchino è venuto a cantare con noi/ti bacio fratello

Non scordarti mica di comprare il pane/e se ci riesci anche un libricino per il piccolo

Stasera rientrerò tardi mamma/non mi aspettare /lasciami la chiave sotto la pietra

Dimmi se tu vieni per Natale, ti aspettiamo fratello mio/mamma domanda di te

Ho sognato di noi stanotte ci siamo stretti forte/Dove sei e cosa fai stasera?

Davanti al tavolino ti ho lasciato una letterina/non lasciarmi mai partire, ti abbraccio amore caro

In paese il mio telefono non prende/chiamami dove sta mamma

Scusami per il mio silenzio/ogni tanto parlare mi pesa/Mi manchi

Ieri sera hanno ucciso una persona a Porto Vecchio/Tristezza di tutto

Sono passate le elezioni/“cambiamento storico” ha scritto un giornale/Coraggio fratello mio

Stanotte un giovane francese che faceva la stagione in paese/si è schiantato con la vettura. Povera mamma

Ieri sono andato a prendere il caffè da zia Lucrezia/i nostri vecchi hanno più bisogno di carezze che di pane/ Quando è che tu passi vieni ti abbraccio fratello caro

Ti aspetta un fuoco nella mia casetta
Qualcosa palpiterà qualcosa germoglierà
da terramea
Ti mando solo una letteruccia
dalla mia terra

(ha collaborato alla traduzione anche Luca Gianotti)